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Thor

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Il mondo dei fumetti, si sa, è un mondo a sé, un mondo fantastico, dove ogni artista può esprimere le sue fantasie, i suoi pensieri, trasformare le sue emozioni in qualcosa, o qualcuno. Ebbene il cinema ha scoperto questa gallina dalle uova d’oro ed ha deciso di trasferire l’emozione della vignetta stampata su celluloide, dando, a volte, ma non sempre, le stesse emozioni. Ma rimane pur sempre un compito arduo far appassionare un fan di un fumetto alla sua trasposizione cinematografica, perché, come in tutti i casi, non tutti saranno mai d’accordo. Thor, ultimo capitolo del progetto Marvel, progetto che è partito con Iron Man, proseguito con Iron Man 2 e l’Incredibile Hulk, ora con Thor, a luglio con Capitan America per convergere definitivamente a giugno 2012 nel crossover I Vendicatori, il film che racchiuderà tutti gli eroi Marvel precedentemente menzionati, e con qualche novità in più. Bene, dopo questo breve ma necessario preambolo, veniamo a Thor, l’unico degli eroi della casa delle idee ad essere un Dio, il dio del tuono, figlio del Dio Odino. Stan lee per la creazione di questo personaggio attinse a piene mani dalla mitologia nordica, Asgard, la città degli dei, paragonabile, molto approssimativamente, al monte Olimpo nella mitologia greca, ove al posto di Zeus abbiamo Odino. Stan Lee prese il mondo divino norreno e lo trasformo in una delle sue storie a fumetti, mantenendo però molto della “reale” mitologia. Venendo al film, si denotano subito delle fastidiose incongruenze, come la mancanza dell’accento “vecchio inglese shakespiriano” che Thor aveva nei fumetti, e da un regista come Kenneth Branagh, famoso per le sue passioni teatrali Shakespiriane, proprio non ce lo si aspettava. Il film il linea generale non si presenta come i suoi amici precedenti (Iron man, hulk, ecc), cioè frizzante ed adrenalinico al punto giusto, con la giusta dose d’ironia, ma si ha la sensazione di vuotezza, di mancanza di idee, sembra quasi che sia stato fatto solo per farlo, solo per poter introdurre il personaggio di Thor per il futuro film sui vendicatori. Mossa sbagliata da parte della Marvel, a mio avviso, in quanto la storia di Thor si prestava bene per una grandissima opera cinematografica, ma, aimè, sembra sia stato mancato il bersaglio. La ricreazione di Asgard, la città degli dei, è monumentale, bellissima, visivamente perfetta, come anche gli fx, non eccessivi ma ben calibrati; faranno storcere il naso ai fan (ma anche a me) i costumi dei personaggi, troppo modernizzati, non il linea ne con il fumetto ne con la mitologia norrena. I personaggi hanno una quasi pessima caratterizzazione, li vediamo lì, e li stanno, non ci coinvolgono nelle loro emozioni, non abbiamo quell’incipt di dire “mi fai schifo” o “questo si che va bene!!”, troppo poco, troppo poco. Le interpretazioni, per ciò che vogliamo salvare, sono discrete, Antony Hopkins fa il suo giusto dovere nei panni del Dio Odino, carismatico come sempre, ma lui ha un fascino senza eguali e fa discorso a se: l’esordiente Cris Hemswort, bocciato da molti, io l’ho visto invece a suo agio nei panni di Thor, irruente, occhi stretti a mo di superiorità, vocione caldo ma non troppo (ma qui subentra il discorso del doppiaggio, quindi non andiamo oltre), insomma, fa il giusto per interpretare Thor; Tom Hiddleston, che interpreta il fratello di Thro, Loki, è il migliore del gruppo: rende davvero la cattiveria del personaggio, lo fa diventare antipatico, insomma, ci si appassiona un po’ a questo villain “divino”, il migliore del lotto. Gli altri hanno più o meno la parte di comprimari, non c’è bisogno nemmeno di menzionarli. Alcune chicche gradevoli per i fan? Si, ci sono, come il cammeo di Occhio di Falco (altro eroe Marvel, che vedremo nel film I Vendicatori) o come la onnipresenza dello s.h.i.e.l.d., l’organizzazione segreta che formerà il gruppo dei vendicatori, o come la scena finale posta alla fine dei titoli di coda (si avete capito bene, alla fine, dovete aspettare circa 7 minuti, ma ne varrà la pena). In definitiva, un film che vedi, ti diverti un po’, e lo dimentichi subito, aprendo le porte al 21 luglio con l’uscita dell’ultimo, ma primo in gerarchia, dei personaggi marvel, ovvero Capitan America, dal quale mi aspetto molto, ma molto di più.

Amici miei, auguro a tutti voi una buona visione.

 

Commenti 

 
#2 Luigi Iannelli 2011-10-01 17:08
Ehi Gianf,due piccole curiosità:Sapevi Stan Lee non ha adattato solo il phanteon norreno,ma anche quello greco??E ke in realtà nelle prime storie il look di asgard e dei suoi abitanti era in realtà molto sci-fi?? ;-)
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#1 Marisa Donnini 2011-05-03 00:57
Grande Gianfi....continua così....ma scrivi meno!!!!!SHERZO!
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