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Il Rito

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USCITA CINEMA: 11/03/2011

REGIA: Mikael Håfström

SCENEGGIATURA: Michael Petroni

ATTORI: Anthony Hopkins, Colin O'Donoghue, Alice Braga, Ciarán Hinds, Toby Jones, Maria Grazia Cucinotta, Rutger Hauer, Chris Marquette, Franco Nero, Marta Gastini, Ben Cheetham, Arianna Veronesi, Rosa Pianeta.

 

Il regista svedese Mikael Håfström non ha un grande curriculum qualitativo alle spalle, il suo stile è molto leggero e non è mai ricco di novità o momenti di puro cinema. Le sue pellicole ce lo dimostrano, 1408, tratto da un romanzo di Stephen King, è un thrillerino che a poco serve, oppure Derailed-Attrazione letale, da quel giusto input di tensione, ma lo si dimentica facilmente. Un leggero picco di notorietà lo ebbe con Evil, il ribelle, ma non mettiamolo in mezzo a ciò che si considera una pellicola “di livello”.

Ebbene, con questo IL RITO non ci discostiamo molto dal suo stile, ma voglio soffermarmi sulla tematica che egli affronta, cioè l’esorcismo e la possessione demoniaca, tema che a chi è di fede cattolica può creare qualche brivido, qualche perplessità, timori seppelliti nel subconscio che anche con pellicole mediocri si riesce a tirar fuori.

Questo Rito non è l’Esorcista, capolavoro di Wiliam Friedklin che ancora oggi miete vittime al suo sguardo, ma il punto di vista adottato dallo svedese è diverso da ogni film che si sia addentrato in questa angosciante tematica. Diverso forse è una parola grossa, perché alla fine c’è sempre qualcuno che viene posseduto e qualcuno che lo salva, ma l’ambientazione romana, il grande Antony Hopkins, e il dubbio scientifico/religioso la fanno da padrone. Il film si sviluppa sui dubbi di un giovane prete americano spinto sulla via clericale non per vocazione ma per necessità, per fuggire dalla sua vita quotidiana ove la morte regnava sulla sua vita: la sua professione infatti era quella del becchino, ereditata dalla sua famiglia, ma che a lui non era mai piaciuta, non l’aveva mai “appassionato”. Ebbene, per fuggire a questa “vita” ha pensato bene di accontentare sua madre, morta quando egli era ancora bambino, madre che lo adorava e che aveva sempre voluto il figlio fuori da quel lugubre mestiere.

Ma si sa, se non vi è vocazione naturale è difficile percorrere una strada così complessa come quella della chiesa, piena di dogmi e di regole da seguire alla lettera, e così il dubbio inizia a crescere, e ci si chiede se questa era la giusta via da percorrere.

E così egli viene affidato ad un vecchio esorcista (Antony Hopkins) che vive a Roma, gli viene chiesto di seguirlo e di conoscere il vero potere della fede.

Cosa c’è di più forte per conoscere la realtà del bene e del male? Conoscere il diavolo, e se conosci il diavolo, sai che l’esistenza di Dio è reale, perché non può esistere il male senza il bene assoluto che lo contrasti. Con la conoscenza del male assoluto, delle sue provocazioni, delle sue tentazioni, e del suo modo di assuefare l’anima e di renderla sua schiava nessuno può rimanere indifferente. La scienza può spiegare molto, ma non tutto, ed è ciò che il giovane prete capirà alla fine di questa sua avventura. La cosa che più si nota in questa pellicola è la quasi totale assenza di effettacci speciali che rendessero il tutto banale e scontato: ebbene, questa è una cosa positivissima, il perché? Farci sentire l’essenza del male vivendolo attraverso le sue giovani vittime con lo sguardo, con la paura neglio occhi, con la sua determinazione, il male vero, non il male fatto al computer. La storia prosegue liscia e senza intoppi, pochissima suspance e qualche sobbalzo non innalzano il tutto oltre la sufficienza, ma ripeto, la naturalezza del girato è ciò che più gli si addice. Una piccola particina è stata data alla nostra connazionale Mariagrazia Cucinotta, parte davvero minima ed insignificante, se dirà 3 o 4 parole è anche troppo, giusto il compitino.

In definitiva, una sufficiente pellicola che passerà subito dalla mente, ma che ci fa ricordare che il male è dappertutto, quindi non cerchiamo di far finta che non ci sia, ma rendiamoci coscenti della sua reale potenza, combattendolo con tutti i nostri mezzi.

Auguro a tutti una buona visione.

 

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