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Rubriche Cinecafè TRANSFORMERS 3 – La Recensione
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TRANSFORMERS 3 – La Recensione

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Siamo così giunti al terzo episodio della trilogia dei Transformers, film basato sui famosissimi giocattoli anni 80 made in Japan. Ebbene si, film tratti da giocattoli, verrebbe da ridere, perché si denota la pochezza di idee che il cinema sta attraversando, e spremuti libri, saggi, fumetti e storie vere, ora si punta ai giocattoli. Ma lasciamo questo preambolo e vediamo se questo T3 almeno ci fa divertire. Si, lo fa, diverte, forse un po’ troppo lungo (due ore e mezza!) ma le scene d’azione mozzafiato fanno scorrere il tutto piacevolmente. Molti si aspettavano un gran bel film dopo il pessimo Transformers 2, e devo dire che un po’ Michael Bay (il regista, ndr.) ha mantenuto le promesse: il film parte con la missione lunare Apollo sulla luna degli anni 60, in pratica quella missione fu solo una copertura per scoprire cosa fosse caduto sulla Luna, più precisamene sul lato oscuro della luna (da qui il sottotitolo originale del film Dark of the Moon); ovviamente i nostri scopriranno che non siamo soli nell’universo, e con un balzo temporale ai nostri giorni vediamo che sulla terra tutto scorre lisci, la coesistenza tra alieni ed umani è molto forte, gli uni aiutano gli altri, fino a quando nuove minaccie aliene non la fanno da padrone e ci si dovrà sacrificare tutti per salvare la Terra. Ci sarà una vera e propria invasione della Terra, e gli Autobot faranno di tutto affinche il loro nuovo pianeta ospitante non venga distrutto. In pratica per chi ama la fantascienza e le invasioni aliene ci si va a nozze, effetti digitali spettacolari e nitidi, movimenti di macchina molto più precisi rispetto ai passati film di Bay, ma, purtroppo, siamo sempre nel suo stile. Alcuni personaggio sono solo abbozzati, ci sono moltissime incongruenze con i precedenti capitoli, e c’è dell’ironia dove non ci dovrebbe essere. Poi, un mostro sacro come Jhon Malkovich relegato ad una insignificante macchietta, talento sprecato, e la nuova supermodella Rosie Huntington-Whiteley, che ha preso il posto della precedente supersexy Megan Fox (sbattuta fuori dal cast per diverbi con il regista) oltre alle sue splendide forme non ci offre nulla di carismatico, se non urlare ogni tanto il nome del ragazzo…

Troviamo nelle vesti di produttore il grande Steven Spielberg (dove ci sono alieni, c’è lui!), da sempre appassionato dei giocattoli della Hasbro e grande estimatore della saga, il suo contributo, leggero, impercettibile, lo troviamo comunque nella bontà degli autobot, nel loro rapporto con gli umani e nella fratellanza che con essi si è creata.

In definitiva un film che è una giostra di puro divertimento, consigliato perlopiù a famiglie e a chi vuol davvero passare due ore e mezza di puro divertimento stellare, ma se cercate un film, con la F maiuscola, bè, girate a largo.

Vi auguro buona visione, e non…trasformatevi troppo!!

 

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