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  01.07.2016 Meteo Troia

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Patto per la Puglia: la Capitanata deve imparare a puntare più in alto

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Intesa raggiunta alla Provincia tra istituzioni, sindacati e associazioni di categoria

Il metodo è quello giusto: concertare, tornare a sedersi attorno allo stesso tavolo per ragionare di sviluppo, fare rete. L'intesa raggiunta alla Provincia tra istituzioni, sindacati e associazioni di categoria sulle infrastrutture di cui chiedere il finanziamento nell'ambito del Patto per la Puglia è un buon inizio. A patto che si abbia il coraggio di alzare il tiro e di non accontentarsi di stilare la lista della spesa. Le opere messe in elenco sono probabilmente il frutto di un'analisi della effettiva cantierabilità dei lavori e forse anche della consapevolezza della esiguità delle risorse a disposizione, peraltro virtuali, perché non è detto che la Regione dica sì alle richieste, e riesca a reperire le risorse necessarie. Ma fa un po' specie vedere declassate in termini di priorità opere di importanza cruciale come la diga di Piano dei Limiti, la Superstrada del Gargano e la Pedesubappenninica. Certo bisogna considerare che si tratta di grandi opere il cui costo è esorbitante rispetto alle risorse disponibili, che saranno con ogni probabilità inferiori rispetto alla richiesta complessivamente formulata dal tavolo provinciale. Ma di un progetto di largo respiro, condiviso dal l'intero territorio provinciale, vi è evidente necessità ed urgenza. Il rischio è di ripetere gli errori del passato, l'eccessiva parcellizzazione degli interventi, il municipalismo che subordina gli interessi locali e localistici a quelli generali della Capitanata. Le premesse ci sono, ma occorre che il ritrovato tavolo di concertazione si attrezzi per volare più alto.

********

Sintesi del documento inviato alla regione, con i progetti individuati

I progetti individuati  dai soggetti del “tavolo” (Presidente della Provincia di Foggia, Sindaci di Foggia, Manfredonia, Cerignoia, San Severo e Lucera, Presidente della Camera di Commercio di Foggia, Vice Presidente di Confindustria Foggia - Centro Studi Confìndustria, Segretari Generali Confederali di Capitanata CGIL, CISL e UIL) sono:

• Piattaforma Logistica ferroviaria integrata retro portuale Incoronata - Foggia (progetto esecutivo Euro 40.000.000,00);
• Treno Tram Lucera - Foggia - Manfredonia (progetto definitivo Euro 50.000.000,00) ; Completamenti infrastrutture stradali CIPE 62:
• Orbitale Foggia II Lotto (progetto preliminare Euro 10.000.000,00)
• Tangenziale Est San Severo (progetto definitivo Euro 20.000.000,00)
• S.P. n. 109 Lucera-San Severo (progetto esecutivo Euro 10.000.000,00);
• S.P. n. 28 Pedegarganica (progetto esecutivo Euro 6.000.000,00);
• S.P. n. 77 Manfredonia-Cerignola (progetto definitivo Euro 5.000.000,00;
• S.P. n. 130 Lucera-Alberona (progetto esecutivo Euro 6.500.000,00);
• S.P. n.141 Manfredonia-Zapponeta (progetto esecutivo Euro 9.000.000,00).
Si propone, inoltre,  l’utilizzazione di € 5.000.000,00 quale fondo di rotazione per gli interventi riguardanti:
• S.S.V. Gargano;
• S.R. n. 1 ( Pedesubappenninica);
• S.S. n. 16 Foggia - San Severo;
• Piano delle Acque (Diga Piano dei Limiti);
• Porto di Manfredonia.

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Si chiede che la Regione si adoperi per quanto necessario alla cantierizzazione dei fondi già destinati all’ampliamento della pista aeroportuale del Gino Lisa. Relativamente a quanto forma oggetto del Patto per la Puglia e, più in generale, per tutti gli altri fondi strutturali, si chiede che le risorse vengano allocate nei territori sulla base di parametri oggettivi che fungano anche da benchmark dì valutazione, facilitando in questo modo i processi di pianificazione delle strategie di sviluppo.

da "Lettere Meridiane"

 

Tre donne giramondo alla ricerca del luogo perfetto: Celle di San Vito

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Un ex convento si trasforma in una residenza artistica temporanea

“Viaggiando a lungo in giro per il mondo mi sono accorta che in molti, soprattutto provenienti da grandi città, hanno bisogno di un luogo tranquillo e un po’ fuori dal comune per avere la giusta ispirazione per trasformare i propri sogni in realtà”. In questi termini Carolina Bernarders descrive la sua creatura: Open Oca, un’iniziativa che promuove la nascita di residenze artistiche temporanee in diversi Paesi, con l’obiettivo di fomentare sogni, progetti e idee. Il suo accento portoghese lascia trasparire l’emozione e l’orgoglio di aver messo su dal nulla una realtà che più che un luogo fisico, è una vera e propria rete di persone che sognano. Negli ultimi tre anni Carolina, raccogliendo le dichiarazioni di tante persone in un quaderno da lei definito “Il Libro dei Sogni”, si è accorta che tutti coloro che desiderano dipingere un’opera, disegnare, fotografare, scrivere un libro o un racconto, vorrebbero risiedere in un luogo ispiratore, rallentare il ritmo della vita quotidiana ed avere la tranquillità necessaria per lavorare ai propri progetti, magari entrando in contatto con altra gente che condivide gli stessi ideali. Da lì la caccia alla residenza che faceva per lei. La scintilla è scoccata quando dal suo amico e compagno di viaggi Matteo Tangi è venuta a conoscenza dell’esistenza di un antico palazzo costruito più di mille anni fa a Celle di San Vito, il più piccolo comune della Puglia, a 750 m di altezza: un ex convento, oggi proprietà dello zio di Matteo, Don Michele Tangi, che ha permesso a Carolina ed alle sue due socie Priscila Cotta e Vanja Sao Jose di farla propria, trasformandola in un ambiente pronto ad accogliere i partecipanti per due mesi, fino al 18 luglio. “Celle di San Vito è il luogo perfetto per il nostro progetto – continua Bernardes – perché oltre ad essere un ambiente stimolante dal punto di vista naturalistico, ha una lunga storia alle spalle, che emerge da ogni pietra del paese, ed una cultura unica nel suo genere: quella Franco-provenzale, che può essere per tutti i partecipanti e per noi stesse, desiderose di conoscere le particolarità di ogni paese, opportunità di crescita e confronto”. Ed è proprio durante uno di questi viaggi in giro per il mondo che le tre brasiliane si sono conosciute: accomunate dalla passione per il giornalismo, per i progetti sociali, le pubbliche relazioni e le comunicazioni digitali, Carolina, Priscila e Vanja non ci hanno messo poi molto a stringere amicizia e gettarsi a capofitto nel progetto di Carolina che ormai stava diventando sempre più un sogno comune. Open Oca è un progetto Open Source, sperimentale, gestito da volontari, che offre alla comunità locale che lo ospita ed ai partecipanti la possibilità di interagire con realtà diverse dalla propria, come per esempio, nel caso specifico di Celle, con la cultura franco-provenzale, anche grazie alla presenza in loco di uno dei massimi conoscitori di tale lingua e cultura, nonché presidente dell’associazione culturale franco-provenzale di Puglia in Piemonte, Silvano Tangi. In modo particolare, la residenza del piccolo borgo dei Monti Dauni offre due tipi di sistemazione: stanze con letti in comune o due appartamenti separati. Inoltre sono previsti quattro spazi di lavoro: due collettivi e due individuali ed una biblioteca in comune.  “Quella di Celle è solo la prima edizione di Open Oca – conclude Carolina – ma noi non intendiamo fermarci: è già in programma, infatti, la costruzione temporanea di altre Open Ocas in paesi d’Asia e Africa. Anche noi avevamo messo in elenco nel famoso quadernino il nostro sogno: finalmente oggi lo abbiamo realizzato”.

L.G.


“Viaggiando a lungo in giro per il mondo mi sono accorta che in molti, soprattutto provenienti da grandi città, hanno bisogno di un luogo tranquillo e un po’ fuori dal comune per avere la giusta ispirazione per trasformare i propri sogni in realtà”. In questi termini Carolina Bernarders descrive la sua creatura: Open Oca, un’iniziativa che promuove la nascita di residenze artistiche temporanee in diversi Paesi, con l’obiettivo di fomentare sogni, progetti e idee. Il suo accento portoghese lascia trasparire l’emozione e l’orgoglio di aver messo su dal nulla una realtà che più che un luogo fisico, è una vera e propria rete di persone che sognano. Negli ultimi tre anni Carolina, raccogliendo le dichiarazioni di tante persone in un quaderno da lei definito “Il Libro dei Sogni”, si è accorta che tutti coloro che desiderano dipingere un’opera, disegnare, fotografare, scrivere un libro o un racconto, vorrebbero risiedere in un luogo ispiratore, rallentare il ritmo della vita quotidiana ed avere la tranquillità necessaria per lavorare ai propri progetti, magari entrando in contatto con altra gente che condivide gli stessi ideali. Da lì la caccia alla residenza che faceva per lei. La scintilla è scoccata quando dal suo amico e compagno di viaggi Matteo Tangi è venuta a conoscenza dell’esistenza di un antico palazzo costruito più di mille anni fa a Celle di San Vito, il più piccolo comune della Puglia, a 750 m di altezza: un ex convento, oggi proprietà dello zio di Matteo, Don Michele Tangi, che ha permesso a Carolina ed alle sue due socie Priscila Cotta e Vanja Sao Jose di farla propria, trasformandola in un ambiente pronto ad accogliere i partecipanti per due mesi, fino al 18 luglio. “Celle di San Vito è il luogo perfetto per il nostro progetto – continua Bernardes – perché oltre ad essere un ambiente stimolante dal punto di vista naturalistico, ha una lunga storia alle spalle, che emerge da ogni pietra del paese, ed una cultura unica nel suo genere: quella Franco-provenzale, che può essere per tutti i partecipanti e per noi stesse, desiderose di conoscere le particolarità di ogni paese, opportunità di crescita e confronto”. Ed è proprio durante uno di questi viaggi in giro per il mondo che le tre brasiliane si sono conosciute: accomunate dalla passione per il giornalismo, per i progetti sociali, le pubbliche relazioni e le comunicazioni digitali, Carolina, Priscila e Vanja non ci hanno messo poi molto a stringere amicizia e gettarsi a capofitto nel progetto di Carolina che ormai stava diventando sempre più un sogno comune. Open Oca è un progetto Open Source, sperimentale, gestito da volontari, che offre alla comunità locale che lo ospita ed ai partecipanti la possibilità di interagire con realtà diverse dalla propria, come per esempio, nel caso specifico di Celle, con la cultura franco-provenzale, anche grazie alla presenza in loco di uno dei massimi conoscitori di tale lingua e cultura, nonché presidente dell’associazione culturale franco-provenzale di Puglia in Piemonte, Silvano Tangi. In modo particolare, la residenza del piccolo borgo dei Monti Dauni offre due tipi di sistemazione: stanze con letti in comune o due appartamenti separati. Inoltre sono previsti quattro spazi di lavoro: due collettivi e due individuali ed una biblioteca in comune.  “Quella di Celle è solo la prima edizione di Open Oca – conclude Carolina – ma noi non intendiamo fermarci: è già in programma, infatti, la costruzione temporanea di altre Open Ocas in paesi d’Asia e Africa. Anche noi avevamo messo in elenco nel famoso quadernino il nostro sogno: finalmente oggi lo abbiamo realizzato”.

Intervista alla responsabile del progetto, Carolina Bernarders,

a cura di

Leonarda Girardi, collaboratrice della redazione di Aria di Troia

video realizzato da Marco Balzano

 

Deceduto Domenico (Mimmo) La Salandra

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Domani a Troia i funerali in Cattedrale

Nelle prime ore di oggi è venuto a mancare all’affetto dei suoi cari e dei tantissimi amici, Domenico La Salandra, stimato professionista già assessore al comune di Troia e presidente del Troia Calcio. Era nato il 12 aprile 1959. I funerali si svolgeranno domani mercoledì 15 giugno nella Cattedrale di Troia alle ore 16:00. Il G.S. TROIA ha diffuso il seguente comunicato: “Una comunità intera, una Città oggi perde una persona serena ma allo stesso tempo determinata e vincente, una persona notevole, da imitare. Un esempio per tutti! Un Presidente che diceva molto con poche parole! Ciao Mimmo e grazie per tutto, resterà in noi il tuo sorriso in quel pomeriggio afoso, dove nonostante il dolore e la malattia, sei riuscito a gioire con tutti noi. Un abbraccio e ci mancherai! Siamo vicini a tutta la famiglia! Per sempre il G.S. TROIA”. Poi il sito I AM CALCIO, si è così espresso: “Apprendiamo da pochi minuti una notizia che lascia tutto l'ambiente del calcio di Capitanata senza parole. È venuto a mancare questa mattina Domenico La Salandra, presidente negli ultimi anni del Gruppo Sportivo Troia. Aveva rassegnato le dimissioni circa 10 giorni fa per motivi di salute, a causa di un male con cui combatteva da mesi, ma mai avremmo pensato di ricevere così in fretta la tragica notizia. Era nato nel 1959, aveva 57 anni. Tutta la redazione di I am Calcio Foggia si stringe attorno al dolore della famiglia, esprimendo loro le più sincere e sentite condoglianze. La Redazione di Aria di Troia tutta, vicina alla sua cara famiglia, in particolare alla moglie Pina, ai figli Vincenzo, Amelia, Letizia e Francesca, si unisce al dolore che l’ha colpita.


Domani a Troia i funerali in Cattedrale

 

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