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Rubriche L'Angolo dello Psicologo Comunicazione non verbale e linguaggio del corpo: impariamo a riconoscere cosa pensa davvero chi ci sta davanti.

Comunicazione non verbale e linguaggio del corpo: impariamo a riconoscere cosa pensa davvero chi ci sta davanti.

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Quante volte ci siamo sentiti dire “non è possibile parlare con te!”, “non mi ascolti!”, “non mi capisci!”. Comunicare in modo efficace non significa possedere solamente una buona capacità di esprimersi (saper parlare) ma anche avere una buona capacità d’ascolto (saper ascoltare) e soprattutto saper interpretare la cosiddetta “comunicazione non verbale” del nostro interlocutore (ad esempio i gesti, le espressioni del volto, la postura, l’orientamento e le distanze nello spazio, ecc…). Ognuno di noi ha un suo personale modo di comunicare, che può rivelarsi più o meno efficace, più o meno promotore di benessere per noi e per le persone con cui interagiamo.
Teniamo ben presente che i nostri modi di comunicare non sono innati, ma sono stati appresi. Quindi, se interferiscono negativamente sulla nostra vita di relazione, possono essere disimparati per acquisirne altri che si rivelino più efficaci. Per imparare a comunicare in maniera più soddisfacente è necessario, innanzi tutto, sapere che:

è impossibile non comunicare (tutto è comunicazione, anche il silenzio) e che non si comunica solo con la voce ma anche con gesti che non ci si accorge neanche di fare (il linguaggio del corpo o comunicazione non verbale).

Prestare attenzione al linguaggio del corpo da un lato ci permette di sapere di più della persona con cui stiamo dialogando e dall’altro osservando noi stessi possiamo evitare di riflettere all’esterno un’immagine sbagliata di noi. Infatti gli altri non ci giudicano solo per quello che diciamo, ma anche per come appariamo ai loro occhi, per come parliamo e come ci muoviamo. Le posizioni del corpo, i segni e i gesti che l'individuo esprime, durante un pensiero, durante un dialogo o altre forme di interazione, non sono casuali, ma correlati ai suoi stati emotivi di tipo inconscio (cioè non consapevoli). Il 93% della comunicazione, infatti, è gestita dall'inconscio. Quest'ultimo utilizza il suo linguaggio, diverso da quello della parte logica.

Vediamo il significato di alcuni gesti che compiamo mentre interagiamo con un’altra persona.

  1. "Grattamento" del capo: la frase o la tematica espressa crea tensione nell'interlocutore in quanto rappresenta per lui un vero e proprio gratta capo.

  2. Accarezzamento delle labbra con le dita o il dorso della mano: indica un grosso gradimento emotivo nei confronti della tematica trattata o del suo interlocutore.

  3. Grattarsi o massaggiarsi la fronte: il soggetto non ha ben chiaro l'argomento o la tematica espressa e inconsciamente ci chiede di approfondirla e rendergliela più chiara.

  4. Spostare il busto o il corpo in avanti: indica un interesse rispetto all'argomento trattato dal soggetto con cui si interagisce.

  5. Toccarsi il naso: strofinare la parte inferiore del naso (sotto le narici) con il dorso della mano significa rifiuto per quello che si sta dicendo. Sfregare la parte esterna, invece, significa tensione emotiva, coinvolgimento.

  6. Alzata di spalle, palme delle mani: debolezza passiva, manifestazione di resa.

  7. Spostare occasionalmente oggetti verso se stessi: prendere oggetti e portarli a se rappresenta il cercare di fare propri i concetti dell'argomento trattato.

  8. Toccarsi la gola: la zona della gola è legata all'angoscia.

  9. Bacio dato a se stessi: il soggetto esprime inconsapevolmente un bacio, arricciando le labbra anche lievemente, indirizzandolo verso nessuno in particolare. L'atto esprime gradimento verso la tematica trattata o il soggetto con cui sta dialogando.

  10. Rosicchiarsi le unghie: è un gesto che scarica la tensione di chi lo compie. Osservarsi le unghie, invece, è un'azione legata al senso del giudizio.

  11. Mordicchiarsi le labbra: il soggetto riconosce nell'operatore un grosso potenziale di coinvolgimento emotivo e inconsciamente lo invita ad approfondire l'argomento trattato.

  12. Portare l’indice ed il medio appaiati sulla guancia o davanti alle labbra: attenzione, riflessione.

  13. Aggiustarsi frequentemente il nodo della cravatta o i risvolti della giacca: tale gestualità può suggerire l’esistenza di un complesso di inferiorità (paura di non essere perfettamente a posto).

  14. Linguino: è costituito dalla rotazione della lingua sulle labbra o la sua semplice esposizione. Rappresenta il massimo segnale di gradimento nei confronti dell'argomento o del soggetto con cui si interagisce. Generalmente, dopo questo segnale, è possibile avanzare la richiesta per ottenere il consenso.

  15. Suzione del dito o di un oggetto: rappresenta un'estrema gratificazione nei confronti dell'interlocutore o della tematica trattata con connotazione sessuale.

  16. Accarezzarsi i capelli: indica una estrema gratificazione nei confronti dell'interlocutore o dell'argomento espresso con connotazione affettiva.

  17. Il soggetto apre le braccia e le gambe: indica apertura nei confronti dell'interlocutore e degli argomenti trattati.

  18. Il soggetto incrocia le braccia e le gambe: posizione di chiusura totale a livello di comunicazione.

 

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