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News Ottobre 2026 Un Comitato Civico per il futuro di Troia
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Un Comitato Civico per il futuro di Troia

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News - Ottobre 2026
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La riflessione sulla relazione tra Troia e Foggia

La tutela dei beni culturali al dialogo con le istituzioni: un percorso nato dalla comunità per valorizzare storia, identità e nuove relazioni territoriali. Negli ultimi mesi a Troia si è sviluppata una riflessione che, partendo dalla tutela del patrimonio storico, artistico ed ecclesiastico della città, ha progressivamente assunto una dimensione più ampia, coinvolgendo il rapporto tra comunità, istituzioni e territorio. Da questa esigenza è nato, sia pure informalmente, il Comitato Civico per la tutela dei beni culturali, con l'obiettivo di contribuire a una maggiore consapevolezza sul valore dei beni culturali troiani e sulla necessità che la loro conservazione e valorizzazione rimangano strettamente legate alla storia e alla comunità che li ha generati. La nascita del Comitato si colloca in una fase particolare per la vita della Chiesa locale. Dopo le dimissioni di Mons. Giuseppe Giuliano, presentate al compimento del limite di età previsto dal diritto canonico, la Diocesi di Lucera-Troia è entrata in una fase di riflessione sui propri futuri assetti. Come avviene in questi casi, spetta alla Santa Sede valutare le soluzioni più opportune, in un contesto generale nel quale molte diocesi sono chiamate a confrontarsi con i cambiamenti demografici, la riduzione delle vocazioni e la necessità di nuove forme organizzative. È proprio da questa situazione che è nata una domanda più ampia: quale rapporto deve continuare a esistere tra un patrimonio costruito nei secoli e la comunità che lo ha custodito? Le chiese, gli archivi, le opere d'arte e gli edifici religiosi non sono soltanto beni materiali, ma rappresentano la memoria storica e culturale di una città. La loro tutela non può quindi essere separata dai luoghi e dalle persone che nel tempo hanno dato loro significato. La nota inviata all'Arcivescovo di Foggia-Bovino è nata da questa consapevolezza. Il Comitato non ha inteso entrare nel merito delle competenze proprie delle autorità ecclesiastiche, ma richiamare l'attenzione sul valore del legame tra patrimonio e territorio, evidenziando la coerenza storica, culturale e territoriale del rapporto tra Troia e Foggia. La nota è stata acquisita dalla Curia e, accompagnata da una lettera dell'Arcivescovo, è stata successivamente trasmessa alla Nunziatura Apostolica per l'Italia, sede competente nel percorso istituzionale della Chiesa. La riflessione sulla relazione tra Troia e Foggia non nasce oggi. Non è casuale che il Comitato abbia trovato ospitalità presso il Circolo "Antonio Salandra". Il 6 maggio 1904, infatti, l'allora deputato Salandra presentava alla Camera una proposta per il distacco dei comuni di Troia, Castelluccio Valmaggiore, Faeto e Celle di San Vito dal circondario di Bovino e la loro aggregazione a quello di Foggia. Quella iniziativa non rappresentava soltanto una modifica amministrativa, ma esprimeva una visione: gli assetti istituzionali devono saper interpretare le relazioni reali tra le comunità. Un particolare ringraziamento va all'avv. Mario Tredanari, Presidente del Circolo "Antonio Salandra", che ha accolto il Comitato mettendo a disposizione la sede del Circolo quale luogo di incontro e confronto, condividendo il percorso avviato e partecipando direttamente all'iniziativa come componente del Comitato. La disponibilità del Circolo testimonia il ruolo che gli spazi culturali possono avere nel favorire esperienze di partecipazione civile. Il Comitato ha scelto fin dall'inizio la strada del dialogo istituzionale. Dopo il confronto con le autorità ecclesiastiche, si è svolto un incontro con il Sindaco di Troia, accompagnato dalla Vice-Sindaco e dall'Assessore al Bilancio, durante il quale sono state illustrate le ragioni della nascita del Comitato e le iniziative già intraprese. Al Sindaco è stata consegnata copia della documentazione inviata alla Nunziatura Apostolica; egli ha assicurato attenzione alla vicenda diocesana e ha manifestato la volontà di monitorarne gli sviluppi, valutando successivamente eventuali iniziative istituzionali. Il percorso si è poi aperto a una dimensione territoriale più ampia attraverso l'incontro con l'Assessore alla legalità del Comune di Foggia, Giulio De Santis. Il confronto ha riguardato non soltanto gli aspetti legati agli assetti ecclesiali, ma anche le relazioni tra Troia e il capoluogo in una prospettiva di area vasta. Sono emersi temi come la mobilità, la sicurezza, la pianificazione urbanistica, il rapporto con l'università e le politiche energetiche, nella convinzione che lo sviluppo di un territorio richieda capacità di collaborazione e visioni condivise. Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo di Troia nel settore delle energie rinnovabili. La città ha ospitato, al momento della realizzazione, uno dei più grandi parchi solari costruiti in Italia e la vicina sottostazione della Rete di Trasmissione Nazionale rappresenta un'infrastruttura strategica nel processo di transizione energetica, anche in relazione agli interventi previsti per sistemi di accumulo e nuovi impianti agrivoltaici. Su questi temi l'Assessore De Santis ha manifestato interesse e ha auspicato ulteriori momenti di confronto, suggerendo un incontro con la Sindaca di Foggia, Maria Aida Tatiana Episcopo. Il senso complessivo di questo percorso può essere racchiuso in una parola: relazione. Una comunità non cresce chiudendosi nei propri confini, ma mettendo in comunicazione la propria storia con il futuro, la memoria con l'innovazione, le proprie risorse con quelle dei territori vicini. La mitologia ci consegna la Chimera come una creatura composta da elementi diversi. Per secoli è stata considerata il simbolo dell'impossibile; oggi può suggerire anche una diversa interpretazione, quella della capacità di unire realtà differenti per dare vita a qualcosa di nuovo. Anche una comunità cresce così: quando riesce a trasformare le differenze in opportunità, quando cultura e sviluppo dialogano, quando cittadini e istituzioni collaborano. Il Comitato Civico non nasce per sostituirsi alle istituzioni, ma per contribuire ad aprire spazi di confronto e di partecipazione. Perché una comunità non vive soltanto di ciò che conserva, ma soprattutto della capacità di trasformare la propria storia in una prospettiva per il futuro. Il latte versato non può essere raccolto. Può però essere assorbito dalla memoria di una comunità, come una spugna, e diventare nutrimento per i nuovi nati. È forse questo il compito più importante: trasformare le occasioni perdute in consapevolezza e la consapevolezza in futuro.

 

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