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IN PRIMO PIANO
Troia - Porta del Mediterraneo
Un ponte tra Italia e Repubblica Democratica del Congo
Dall’accoglienza, lo scorso anno, di alcuni studenti africani nasce un percorso di amicizia e cooperazione internazionale. Dall’11 al 13 settembre Troia ospita una qualificata delegazione della Repubblica Democratica del Congo per porre le basi di un possibile gemellaggio. A volte i grandi progetti nascono da incontri semplici, da relazioni umane che, passo dopo passo, aprono nuove possibilità. È questa la storia del percorso che oggi mette in relazione Troia e la Repubblica Democratica del Congo.Tutto è iniziato dall’accoglienza a Troia di alcuni studenti camerunensi di infermieristica, arrivati per un percorso di formazione presso l’Università di Foggia. Su richiesta del sindaco, Dott. Francesco Caserta, è stato organizzato per loro un corso di italiano. È stata proprio la conoscenza con la loro tutor Cristina a creare una rete di relazioni che ha portato successivamente al mondo universitario africano e, in particolare, al CIREP – Centre Interuniversitaire de Recherche Pluridisciplinaire dell’Università di Lisala. Il rapporto è cresciuto attraverso la formazione, la lingua e la cultura, fino all’incontro con il prof. Jean Baptiste Nizeyimana, direttore generale del CIREP, che ha avuto un ruolo fondamentale nel trasformare una conoscenza in una concreta possibilità di collaborazione tra Troia e Lisala. Un passaggio importante è avvenuto lo scorso maggio, quando gli studenti africani sono stati invitati a Troia dal dott. Giuseppe Pillo in occasione di Sportivamente, esperienza che ha ulteriormente rafforzato la rete di relazioni già avviata. Da questo percorso nasce ora la visita ufficiale della delegazione congolese, dall’11 al 13 settembre 2026, con l’obiettivo di conoscersi, confrontarsi e costruire le basi di un futuro gemellaggio tra territori, istituzioni e comunità.
“Troia, Porta del Mediterraneo”
Il momento centrale della visita sarà venerdì 11 settembre alle ore 17.00, nella Sala Consiliare del Comune di Troia, con l’incontro: “Troia, Porta del Mediterraneo – Dialogo tra i popoli e cooperazione internazionale” Dopo i saluti istituzionali del sindaco Francesco Caserta, della prof.ssa Angela Di Benedetto dell’Università di Foggia, DISTUM, Corso di Laurea in "Lingue e Culture Straniere", dell’ing. Lorenzo Albano dell’Istituto Universitario Marco Polo di Foggia , del dott. Giuseppe Pillo, della dott.ssa Rosaria Caputo, della prof.ssa Maria Bellini dell’Alliance Française di Foggia e di padre Antonio Guarino, missionario comboniano, si parlerà della storia e del ruolo di Troia nei percorsi europei della cultura e del dialogo. Francesco Sciarrillo illustrerà la storia millenaria della città, mentre Enza Bortone parlerà del ruolo di Troia nei percorsi europei della cultura e del dialogo. Seguirà l’intervento del prof. Jean Baptiste Nizeyimana, Direttore Generale del CIREP dell’Università di Lisala, dedicato alla Repubblica Democratica del Congo e alla visione condivisa di una possibile collaborazione. Saranno quindi presentate le prospettive istituzionali congolesi con gli interventi di Kabanga Mujanayi Junior, Gedeon Mavita Bwanambaya, Makaka Papekaka Jean Collins e Mosala Egbunda Gabriel. La giornata si concluderà con la firma simbolica del Libro d’Onore della Città di Troia e le foto ufficiali. L’interpretariato sarà curato dalla SSML Marco Polo e dall’Università di Foggia – DISTUM, Corso di Laurea in Lingue e Culture Straniere.
Tre giorni per costruire nuove relazioni
Il programma proseguirà sabato 12 settembre con la visita alle scuole e alle realtà produttive del territorio, con particolare attenzione all’olio d’oliva, alla viticoltura e all’agroalimentare. Domenica 13 settembre sarà dedicata alla scoperta di Troia, della Cattedrale, in particolare sarà presentata dalla Prof.ssa Mina De Santis La Porta della libertà, luoghi del cuore FAI e ai suoi musei. «Il Mediterraneo non è un confine, ma un ponte» è il messaggio che accompagna l’iniziativa. Troia vuole essere una città capace di unire popoli, culture e istituzioni attraverso il dialogo, la conoscenza e la cooperazione. Una storia nata dall’incontro con alcuni studenti e cresciuta attraverso la scuola, l’università e le relazioni personali diventa così oggi un ponte tra Europa e Africa.
“L’amicizia tra i popoli, costruiamo il futuro insieme.”
L’iniziativa è patrocinata, tra gli altri, dal Consiglio regionale della Puglia, dal Comune di Troia e dall’associazione di promozione sociale Puglia Senza Ostacoli.
Troia - Discarica di Giardinetto30 anni di attesa, stanziati 56,26 milioni di euro, domande senza risposta Dai 29 milioni destinati alla M.I.S.E. ai 27,26 milioni del Lotto 2.a: la storia delle risorse pubbliche stanziate per Giardinetto, dei lavori in corso e delle domande ancora aperte sul percorso che dovrà portare alla definitiva bonifica del sito.
C’è un luogo, nell’agro di Troia, che da quasi trent’anni rappresenta una delle vicende ambientali più complesse della Capitanata: l’area oggi conosciuta come “discarica di Giardinetto”. Nel corso degli anni il sito ha cambiato denominazione: dall’ex fornace ALA R.D.B., o Ala Fantini, alle attività della Industria Agricola Olearia S.r.l., fino alla Industria Ambientale Organizzata S.r.l. (I.A.O.), dal marzo 1999. Nomi diversi, ma lo stesso territorio, destinato alla gestione di rifiuti, sottoposto a sequestro alla fine degli anni Novanta e divenuto una delle principali emergenze ambientali della Capitanata. Secondo la documentazione pubblica, tra il 1997 e il 1999 nell’area – circa 40 ettari, con quasi 18.000 metri quadrati di capannoni – furono conferiti oltre 300.000 tonnellate di rifiuti industriali, in parte classificati come pericolosi. Tra le sostanze individuate figurano cromo esavalente, amianto, cadmio, berillio, nichel, piombo, vanadio e idrocarburi. Tra il 2013 e il 2015 si conclusero con la prescrizione procedimenti giudiziari riguardanti i vertici della società I.A.O., senza tuttavia risolvere la questione ambientale. Negli anni si sono susseguiti amministrazioni, commissari, enti competenti e soggetti attuatori. La domanda oggi riguarda quindi non soltanto ciò che accadde allora, ma soprattutto ciò che è stato fatto nel frattempo e ciò che resta ancora da realizzare. UNA VICENDA CHE HA ATTRAVERSATO DIVERSI LIVELLI ISTITUZIONALI
L’ingegner Francesco Paolo Fantini ottenne l’autorizzazione per la lavorazione degli inerti dall’allora Commissario Delegato per l’emergenza rifiuti, Salvatore Distaso, nominato dal Governo centrale e contemporaneamente Presidente della Regione Puglia. Fantini, già presidente di Confindustria Capitanata, negli anni della gestione del sito ricopriva anche il ruolo di capogruppo di Forza Italia alla Provincia di Foggia. Sono elementi storici e documentati che aiutano a ricostruire il contesto nel quale si sviluppò la vicenda, attraversata negli anni da amministrazioni, schieramenti politici e livelli istituzionali differenti. Per questo la gestione dell’emergenza va analizzata considerando l’insieme delle decisioni assunte nel tempo dai diversi soggetti coinvolti. QUASI 49 MILIONI DI EURO, POI DIVENUTI 56,26
Sul piano economico, la vicenda assume dimensioni rilevanti. La documentazione inizialmente disponibile indicava 29 milioni di euro di fondi POR Puglia FESR-FSE 2014-2020 e 19,85 milioni di euro di risorse PNRR destinate ai siti “orfani”: complessivamente 48,85 milioni di euro. Successivamente, come emerso dal riscontro del MASE, la dotazione PNRR del Lotto 2.a è stata portata a 27,26 milioni di euro, con un incremento di quasi 7,5 milioni. Il totale delle risorse indicate sale così a 56,26 milioni di euro. Una cifra che rende centrale la necessità di conoscere, attraverso gli atti, l’evoluzione tecnica, amministrativa e finanziaria dell’intervento. TRASPARENZA E INFORMAZIONE PUBBLICA
Dall’8 agosto 2020, data della presentazione pubblica del progetto di Messa in Sicurezza d’Emergenza (M.I.S.E.), non risultava essersi svolto un successivo incontro pubblico specificamente dedicato all’aggiornamento, alla cittadinanza, sullo stato delle attività. Le informazioni risultano distribuite tra determine, delibere, atti amministrativi e documentazione tecnica, senza un unico quadro pubblico costantemente aggiornato sull’avanzamento complessivo dell’intervento. Il Comune di Troia ha utilizzato in altre occasioni strumenti di comunicazione istituzionale, come i video-report relativi agli interventi presso la Chiesa dell’ex Convento di San Bernardino. Da qui una domanda: perché non garantire un analogo livello di informazione anche per Giardinetto? IL RISCHIO AMBIENTALE E LA PREVENZIONE
Un ulteriore tema riguarda il rischio idraulico e idrogeologico. La Capitanata è stata interessata negli ultimi decenni da precipitazioni intense e fenomeni meteorologici estremi. Sarebbe quindi importante conoscere se siano stati effettuati studi aggiornati sull’area, considerando la presenza di Monte Calvello e del vicino torrente Sannoro, le cui acque confluiscono nel Candelaro e successivamente nel Golfo di Manfredonia. Sono state effettuate simulazioni sugli effetti di precipitazioni eccezionali? Esistono relazioni tecniche che escludano il possibile trascinamento di contaminanti? Sono state realizzate tutte le opere necessarie a prevenire eventuali criticità? Sono interrogativi di prevenzione, legati alla necessità di conoscere i rischi prima che possano trasformarsi in emergenze. LE DOMANDE ANCORA APERTE
A quasi trent’anni dall’inizio della vicenda restano diversi interrogativi: - qual è lo stato effettivo di avanzamento della M.I.S.E. e quale la percentuale reale di completamento? - quanti rifiuti sono stati rimossi e quanti ne restano? - esiste un cronoprogramma aggiornato? - sono stati predisposti verbali di sospensione e ripresa dei lavori? - quali motivazioni hanno determinato eventuali rallentamenti? - quali monitoraggi ambientali sono stati effettuati e con quali esiti? - sono disponibili collaudi e verifiche sulle opere realizzate? - quali somme sono state impegnate, liquidate e restano disponibili? - esiste un Quadro Tecnico Economico aggiornato? - quale impatto hanno avuto le revisioni dei prezzi? - è disponibile una rendicontazione pubblica delle somme utilizzate? LA SALUTE DELLA POPOLAZIONE
Accanto agli aspetti ambientali e amministrativi resta il tema sanitario. La presenza di sostanze come cromo esavalente, amianto, cadmio, nichel, piombo e idrocarburi rende necessario conoscere se siano state effettuate valutazioni sanitarie approfondite. Sono stati condotti studi epidemiologici sulla popolazione di Troia e dei comuni limitrofi? Sono stati confrontati dati sanitari storici e attuali? Sono stati analizzati eventuali aumenti di incidenza o mortalità per patologie oncologiche, respiratorie o altre condizioni meritevoli di approfondimento? Sono mai stati istituiti programmi di sorveglianza sanitaria? Quali dati sono stati raccolti da ASL, Regione Puglia, ARPA e dagli altri enti competenti? Esistono studi epidemiologici o valutazioni del rischio sanitario consultabili pubblicamente? La tutela dell’ambiente non può essere separata dalla tutela delle persone. DALL’ACCESSO AGLI ATTI ALLA RIPRESA DEI LAVORI Il 14 aprile 2026 presentavo al Comune di Troia una formale istanza di accesso documentale ai sensi della L. 241/1990, unitamente ad una richiesta di accesso civico ai sensi del D.Lgs. 33/2013, per acquisire la documentazione necessaria a ricostruire lo stato dell’intervento M.I.S.E. 14 APRILE: LA RICHIESTA DI ACCESSO AGLI ATTI La richiesta riguardava documenti specifici relativi allo stato dell’intervento. Trascorsi trenta giorni, non risultavano messi a disposizione i documenti richiesti né adottato un provvedimento espresso di diniego o differimento che definisse integralmente la richiesta. La questione avrebbe successivamente portato ad ulteriori richieste di chiarimento e tutela attraverso gli strumenti previsti dall’ordinamento. 19 GIUGNO: IL SOLLECITO E L’ALLARGAMENTO DEL MONITORAGGIO Il 19 giugno 2026 veniva trasmesso un formale sollecito al Comune di Troia e ad altre istituzioni e autorità, tra cui Ministero dell’Ambiente, Regione Puglia, ARPA Puglia, Prefettura di Foggia, Difensore Civico regionale e Provincia di Foggia, oltre a realtà ambientaliste e civiche. Nel frattempo il monitoraggio assumeva una dimensione più ampia. Il consigliere comunale di Orsara di Puglia Giuseppe Zullo iniziava a occuparsi della vicenda attraverso gli strumenti del mandato consiliare, mentre associazioni ambientaliste e civiche avrebbero successivamente presentato richieste di accesso alle informazioni ambientali. 20 GIUGNO: “I LAVORI NON SONO FERMI”Il 20 giugno 2026, “L’Attacco” poneva pubblicamente la questione dello stato del cantiere, riferendo che i lavori risultavano sostanzialmente fermi da circa un anno. La risposta proveniente dall’amministrazione era: “I lavori non sono fermi.” Da quel momento assumevano particolare rilievo due questioni: la situazione effettiva del cantiere e la procedura di accesso agli atti ancora non conclusa.
1° LUGLIO: LA VERSIONE DELLA REGIONE SULLA SOSPENSIONE DEL LOTTO 1Il 1° luglio 2026, la consigliera regionale Rosa Barone riferiva a “L’Attacco” quanto comunicatole dagli uffici regionali competenti: il Lotto 1 risultava sospeso a seguito del rinvenimento di una quantità di rifiuti speciali superiore a quella inizialmente prevista. La circostanza avrebbe reso necessario l’aggiornamento del Quadro Tecnico Economico e la revisione del piano finanziario prima della ripresa delle attività. Per la prima volta emergeva pubblicamente, da una fonte istituzionale, il riferimento alla sospensione. La circostanza rendeva ancora più importante acquisire gli atti, anche alla luce della precedente dichiarazione secondo cui “i lavori non sono fermi”.
16 LUGLIO: IL CONSIGLIERE ZULLO CHIEDE TRASPARENZA SUI 49 MILIONIIl 16 luglio 2026 “FoggiaToday” riportava le iniziative del consigliere M5S di Orsara di Puglia Giuseppe Zullo: un’interrogazione al Comune di Orsara e un’istanza di accesso agli atti al Comune di Troia per verificare, attraverso documenti e dati ufficiali, lo stato della M.I.S.E. e della successiva bonifica. Nella stessa occasione Zullo riconosceva il lavoro di informazione, sensibilizzazione e monitoraggio svolto da Grazia Manna da oltre tredici anni, definendolo un esempio di partecipazione civica e dichiarando di voler proseguire quel percorso fino al completamento della bonifica.
18 LUGLIO: RALLENTAMENTO O SOSPENSIONE?Il 18 luglio, sempre su “L’Attacco”, veniva riferito che durante l’incontro pubblico del 21 luglio sarebbero stati illustrati i rallentamenti registrati nei lavori e che il cantiere avrebbe già ripreso le attività. Secondo le informazioni raccolte, in quel momento la ripresa effettiva non risultava ancora concretamente riscontrabile. La distinzione non era soltanto terminologica: “rallentamento” e “sospensione” hanno significati diversi sul piano amministrativo e tecnico. Anche per questo gli atti diventavano decisivi.
20 LUGLIO: NOVE ASSOCIAZIONI CHIEDONO GLI ATTIIl 20 luglio 2026 diversi organi di informazione riportavano l’iniziativa di nove associazioni: Casa della Salute e dell’Ambiente, Pro Natura, Club Alpino Italiano di Foggia, ISDE Medici per l’Ambiente, La Società Civile di Foggia, Legambiente Circolo Gaia Foggia, LIPU Capitanata, Touring Club Italiano – Club di Territorio di Foggia e WWF Foggia. Le associazioni presentavano una richiesta di accesso alle informazioni ambientali su progetti, varianti, cronoprogrammi, monitoraggi e controllo delle acque, anche in relazione alla vicinanza del torrente Sannoro. Ad AReSS Puglia, ASL Foggia e Università di Foggia chiedevano inoltre informazioni su eventuali studi epidemiologici e attività di biomonitoraggio. Tale attività prendeva piede grazie al sollecito del 19 giugno inviato anche alle associazioni ambientaliste e civiche.
21 LUGLIO: L’INCONTRO PUBBLICOIl 21 luglio 2026, dopo sei anni dall’ultimo incontro pubblico, cittadini, tecnici e amministratori tornavano a confrontarsi sulla vicenda. Durante il proprio intervento, Grazia Manna chiedeva per quale motivo, ad oltre tre mesi dalla presentazione dell’istanza di accesso documentale e civico, successivamente sollecitata, il procedimento non fosse ancora stato concluso. Il sindaco faceva riferimento al numero delle istanze presentate, indicandole in quindici, e sosteneva inoltre che una valutazione regionale avrebbe qualificato la richiesta come “generica” e che il procedimento dovesse considerarsi concluso. Nel corso dell’incontro invitava inoltre a non fare “sciacallaggio politico” e a non diffondere “falsità giornalistiche”. Dalla comunicazione dell’ufficio regionale risultava tuttavia che la Regione non era il soggetto competente al rilascio della documentazione detenuta dal Comune di Troia. La questione della competenza regionale, pertanto, non coincideva con quella relativa alla conclusione del procedimento di accesso avviato presso il Comune. A Grazia Manna veniva inoltre rivolto l’invito ad “andare avanti con la legge”. L’invito veniva raccolto sul terreno degli strumenti previsti dall’ordinamento: atti, norme e procedure, lasciando che fossero i documenti ed i fatti a chiarire la vicenda.
28 LUGLIO: RIPRENDONO I LAVORIIl 28 luglio 2026 il cantiere dell’ex sito I.A.O. di Giardinetto riprendeva le attività, con mezzi e personale nuovamente presenti e operativi. La ripresa assumeva particolare rilievo anche alla luce delle scadenze legate ai fondi PNRR, con termine previsto al 31 dicembre 2027. Nel monitoraggio successivo emergevano inoltre elementi relativi alla sicurezza del cantiere: l’impresa procedeva all’aggiornamento dei piani di sicurezza e veniva predisposta una pala caricatrice radiocomandata, destinata alle aree più delicate, caratterizzate anche dall’instabilità di alcune strutture. La ripresa dei lavori rappresentava quindi un fatto concreto. Restava da ricostruire, attraverso gli atti, l’intera sequenza amministrativa che aveva preceduto la sospensione e la successiva ripresa.
LE PAROLE DI CHI HA SOSTENUTO LA MOBILITAZIONE Il 28 luglio, dopo la ripresa dei lavori, il presidente del WWF Foggia Maurizio Marrese definiva sui social la ripresa “un altro risultato dei cittadini e delle associazioni ambientaliste”, ringraziando Grazia Manna per la perseveranza. L’8 agosto, anche La Società Civile – Foggia, tra i firmatari della richiesta di accesso alle informazioni ambientali, esprimeva soddisfazione per la ripresa e riconosceva il ruolo svolto da Grazia Manna nel monitoraggio della vicenda. Analogo riconoscimento arrivava dalla presidente Milly Pellegrini, che sottolineava l’importanza della partecipazione civica. Grazia Manna ringraziava il Comitato e la sua presidente, precisando di non considerare quell’impegno come un merito personale, ma come un dovere civico verso il territorio e le generazioni future.
2 AGOSTO: LA MEMORIA DI MARIO CIARMOLI Il 2 agosto, Mario Ciarmoli interveniva pubblicamente con un post intitolato “Ripetere una bugia più volte non la fa diventare una verità”. Ambientalista ed ex consigliere comunale negli anni Ottanta, Mario aveva già denunciato, tra il 1997 e il 1999, il continuo passaggio di camion carichi di rifiuti industriali diretti verso Giardinetto, come riportato allora dal giornale “Protagonisti”, diretto da Piero Paciello, oggi direttore de “L’Attacco”. Nel suo intervento sosteneva che il cantiere fosse rimasto sostanzialmente fermo per circa un anno, richiamando informazioni attribuite a funzionari regionali, dirigenti della società appaltatrice e del Comune, residenti, lavoratori, alla consigliera Rosa Barone, alle associazioni ambientaliste, agli organi di informazione e all’attività di monitoraggio di Grazia Manna. Contestava inoltre l’espressione “sciacallaggio politico” riferita all’attività dell’attivista troiana e poneva una domanda: se fossero state diffuse informazioni false, perché non chiedere formalmente la rettifica agli organi di informazione che le avevano pubblicate? Il suo intervento collegava così le prime denunce degli anni Novanta al monitoraggio civico contemporaneo.
10 AGOSTO: DAL MASE ARRIVANO GLI ATTI E UNA NUOVA CIFRA Il MASE riscontrava le istanze delle associazioni ambientaliste e civiche e del consigliere Giuseppe Zullo, trasmettendo gli atti di propria competenza, tra cui l’Accordo del 9 ottobre 2025 tra Ministero, Regione Puglia, ASSET e Comune di Troia e il Decreto direttoriale n. 293 del 14 ottobre 2025. Di particolare rilievo il dato finanziario: per il Lotto 2.a, le risorse PNRR inizialmente ammontavano a 19,85 milioni di euro e, con decreto ministeriale del 3 luglio 2026, su richiesta della Regione Puglia, venivano portate a 27,26 milioni, con un incremento di quasi 7,5 milioni. A questi si aggiungono 29 milioni di euro di fondi POR Puglia FESR, per un totale di 56,26 milioni di euro. Il riscontro del MASE aggiunge un ulteriore tassello documentale ad una vicenda che, dopo quasi trent’anni, continua a richiedere ingenti risorse pubbliche per la messa in sicurezza e la bonifica.
14 AGOSTO: IL RICONOSCIMENTO DELL’IMPEGNO CIVICO Il 14 agosto 2026, a seguito dell’aggiornamento pubblicato su Facebook da Grazia Manna sul riscontro ricevuto dal MASE, la pagina “Lucera Non Tace” condivideva il contenuto esprimendo vicinanza e gratitudine per il suo “costante e continuo impegno civile” nel seguire l’iter dei lavori dell’ex opificio I.A.O. e richiamando l’importanza della bonifica e della tutela della salute pubblica.
20 AGOSTO: “QUANDO LE SCUSE DIVENTANO DOVEROSE” Il 20 agosto Mario Ciarmoli tornava pubblicamente sulla vicenda con un nuovo post, significativamente intitolato: “Quando le scuse diventano doverose”. Il post prendeva le mosse dal confronto avvenuto durante l’incontro pubblico del 21 luglio e dalle espressioni utilizzate nei confronti dell’attività di Grazia Manna. Lo stesso definiva l’accusa di “sciacallaggio politico” grave e priva di fondamento, sostenendo che l’attività dell’attivista troiana fosse invece orientata da anni alla richiesta di trasparenza, documenti e completamento della bonifica. Nel suo intervento richiamava inoltre la disciplina dell’accesso civico generalizzato prevista dall’articolo 5 del decreto legislativo n. 33/2013, ricordando che il procedimento deve essere concluso con un provvedimento espresso e motivato entro i termini previsti. La sua posizione era inequivocabile: qualora l’Amministrazione ritenesse effettivamente che fosse stato compiuto “sciacallaggio politico”, avrebbe dovuto indicare pubblicamente fatti, circostanze e prove a sostegno di tale affermazione; diversamente, avrebbe dovuto riconoscere l’inopportunità dell’espressione e porgere le proprie scuse. L’ex Consigliere comunale concludeva richiamando il valore dell’umiltà nel rapporto tra istituzioni e cittadini e sostenendo che le istituzioni non dovrebbero temere i cittadini che pongono domande, ma preoccuparsi quando questi smettono di farlo. Il suo post assumeva rilievo anche sotto un altro profilo: ricordava che eventuali affermazioni ritenute lesive della dignità, dell’onorabilità o della reputazione di una persona possono anche essere sottoposte alla valutazione delle sedi competenti.
UNA BATTAGLIA CIVICA LUNGA TREDICI ANNI L’attività dell’attivista Grazia Manna sull’ex sito I.A.O. non nasce nel 2026, ma affonda le proprie radici in un percorso di tredici anni fatto di informazione, raccolta documentale, iniziative pubbliche e interlocuzione con le istituzioni. Nel tempo, questo impegno ha contribuito a coinvolgere cittadini, attivisti, istituzioni e realtà associative sensibili alla tutela del territorio e del bene comune, favorendo anche interrogazioni e iniziative istituzionali a livello regionale, parlamentare – alla Camera e al Senato – ed europeo. Il percorso è stato riconosciuto pubblicamente, nel corso degli anni, anche da parlamentari e rappresentanti istituzionali, tra cui Marco Pellegrini, l’ex senatrice Daniela Donno, l’ex deputata Francesca Troiano, l’ex parlamentare europea Rosa D’Amato, l’attuale consigliere comunale Giuseppe Zullo e l’attuale consigliera regionale Rosa Barone, oltre che dal presidente WWF Foggia Maurizio Marrese, da La Società Civile – Foggia, dalla presidente Milly Pellegrini e, successivamente, da “Lucera Non Tace”, concludendo a Mario Ciarmoli. A questo percorso è legato anche un passaggio decisivo sul piano delle risorse pubbliche: i primi 29 milioni di euro destinati alla M.I.S.E. furono preceduti da anni di iniziative e sollecitazioni affinché il Comune di Troia partecipasse al relativo bando. In quella fase, Grazia Manna e Rosa D’Amato si impegnarono affinché l’Amministrazione non perdesse quell’opportunità di finanziamento. Il punto centrale, tuttavia, non è il riconoscimento personale, ma il metodo seguito: atti, documenti, informazioni ambientali, interrogazioni ad ogni livello istituzionale e strumenti previsti dalla legge, attraverso i quali trasformare l’attenzione civica in conoscenza, controllo e partecipazione.
LA TRASPARENZA COME VERIFICA DEI FATTI Un incontro pubblico è importante, ma non sostituisce l’accesso ai documenti amministrativi e alle informazioni ambientali. Allo stesso modo, una dichiarazione pubblica può fornire una spiegazione, ma non sostituisce l’atto che consente di verificarla. Per questo, nella ricostruzione della vicenda, le dichiarazioni vengono affiancate – per quanto possibile – ai documenti e alle fonti da cui provengono.
CONCLUSIONI: I FATTI, I DOCUMENTI E LA RESPONSABILITÀ ISTITUZIONALE Il monitoraggio sull’ex sito I.A.O. di Giardinetto continuerà fino al completamento della M.I.S.E. e della successiva bonifica. Parallelamente resterà alta l’attenzione sulla trasparenza amministrativa, perché conoscere le decisioni assunte dalle istituzioni e verificare come vengono impiegate le risorse pubbliche non dipende dalla disponibilità di chi amministra, ma costituisce un diritto di ogni cittadino. Questa vicenda ha anche un significato profondamente personale. Mio nonno e mio padre avevano lavorato in quel sito quando era denominato ALA R.D.B., allora ex fornace destinata alla produzione di mattoni. Non potevo e non posso restare indifferente davanti ad una questione di questa portata. Il pensiero va innanzitutto a mio nonno, ai colleghi che in quella fornace hanno lavorato, ai miei familiari, agli amici e a tutte le persone che non ci sono più, così come a coloro che ancora oggi combattono la propria battaglia contro il cancro. È una memoria che non può e non deve essere cancellata. Al tempo stesso, proprio per rispetto verso quelle persone, occorre mantenere ferma una distinzione. Ad oggi, per quanto risulta dalla documentazione in mio possesso, non è possibile affermare con assoluta certezza l’esistenza di un rapporto causale tra le patologie o i decessi ed i rifiuti industriali presenti nel sito. Proprio per questo, le associazioni ambientaliste e civiche ed il consigliere Giuseppe Zullo hanno richiesto agli organismi competenti informazioni e documentazione sull’eventuale esistenza di studi epidemiologici, valutazioni sanitarie o attività di biomonitoraggio. Su questi aspetti si resta in attesa dei relativi riscontri. Questo articolo nasce dalla volontà di ricostruire una vicenda complessa attraverso fonti verificabili, distinguendo i fatti dalle valutazioni e dagli interrogativi. È il criterio che ho cercato di seguire dall’inizio alla fine. Ed è proprio per questo che non può essere ignorato il profilo istituzionale. L’articolo 54, secondo comma, della Costituzione stabilisce che “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore”. Una carica pubblica non pone chi la ricopre al di sopra della comunità. Al contrario, comporta un dovere ancora maggiore di equilibrio, misura e rispetto nei confronti dei cittadini che quella stessa funzione è chiamata a rappresentare. Quando un cittadino chiede spiegazioni, esercita l’accesso agli atti o cerca di comprendere come siano stati gestiti lavori e finanziamenti pubblici, il confronto dovrebbe svolgersi nel merito. Una domanda non è un’offesa. Una richiesta di documenti non è un attacco. Raccontare ciò che è accaduto non significa delegittimare chi amministra. Il controllo civico è una forma di partecipazione democratica. Per questo, eventuali espressioni gratuitamente offensive o affermazioni ritenute lesive della dignità, della reputazione o dell’onorabilità di chi esercita legittimamente i propri diritti non possono essere considerate irrilevanti, soprattutto quando vengono pronunciate pubblicamente da chi ricopre una funzione istituzionale. Lo stesso vale per eventuali contestazioni sul contenuto degli articoli. L’ordinamento prevede strumenti specifici, tra cui il diritto di rettifica nei casi stabiliti dalla legge. Se una ricostruzione viene ritenuta inesatta, esiste una strada ben precisa: indicare quali elementi sarebbero errati e fornire i riscontri necessari a dimostrarlo. Anche il lavoro giornalistico merita rispetto. Quando una testata riporta le dichiarazioni di un amministratore, quelle parole provengono da chi ha scelto liberamente di pronunciarle. Contestare una notizia è legittimo; attribuire al giornalista la responsabilità delle parole pronunciate dall’intervistato è, invece, altra cosa. Chi esercita una funzione pubblica dovrebbe ricordare che la carica è temporanea, mentre il modo in cui viene esercitata resta nella memoria della comunità. Non esistono podi dai quali guardare i cittadini dall’alto: esiste una responsabilità affidata dagli elettori e da esercitare nell’interesse generale. Questa non è e non vuole essere una guerra personale. Dopo circa trent’anni, sarebbe persino paradossale che una vicenda ambientale di questa portata continuasse ad essere affrontata attraverso contrapposizioni invece che attraverso una collaborazione concreta tra istituzioni, cittadini e soggetti competenti. Qui non sono in gioco appartenenze politiche. Ci sono un territorio da mettere in sicurezza, una bonifica da completare, ingenti risorse pubbliche da rendicontare ed una comunità che ha il sacrosanto diritto di conoscere la propria storia. Il cantiere è ripartito. La M.I.S.E. deve essere ultimata. La bonifica dovrà ancora essere realizzata. E alcuni interrogativi attendono ancora risposta. Sarà la documentazione che verrà resa disponibile, insieme agli ulteriori sviluppi della vicenda, a chiarire ciò che ancora non è definito. Per questo l’attenzione continuerà e resterà alta. Non è mai stato mio intento alimentare uno scontro. È sempre stato, e continua ad essere, quello di comprendere, documentare e rendere conoscibile ciò che riguarda il territorio nel quale vivo. E se qualcuno ritiene che quanto ricostruito in questo articolo non corrisponda alla realtà, non servono attacchi personali: bastano gli atti, i documenti ed i fatti. Dopo ventotto anni, la discarica Fantini di Giardinetto non ha bisogno di nuovi muri tra cittadini e istituzioni, né di silenzi o omissioni. Ciò che è accaduto tra il 1997 ed il 1999 dovrebbe essere sufficiente per comprendere che gli errori del passato non possono e non devono essere ripetuti e che, oggi, servono trasparenza, controllo e responsabilità. Ed io voglio esserci, per vedere quel finale: la M.I.S.E. completata, la bonifica realizzata e questa lunga e triste storia finalmente consegnata alla memoria. NOTA DELL’AUTRICE Le questioni poste nell’articolo sono formulate sulla base della documentazione disponibile al momento della pubblicazione. Eventuali ulteriori chiarimenti o documenti degli enti competenti saranno riportati nell’interesse di una corretta e completa informazione. La ricostruzione nasce da un percorso di attenzione civica che dura da tredici anni, durante i quali ho seguito la vicenda dell’ex sito I.A.O. attraverso documenti, atti amministrativi, testimonianze e sopralluoghi. L’obiettivo non è attribuire responsabilità personali, ma contribuire a riportare al centro dell’attenzione pubblica una questione che riguarda l’intera comunità: la tutela dell’ambiente e della salute pubblica, la sicurezza del territorio e la corretta gestione delle risorse pubbliche. Dopo circa trent’anni di attese, il territorio ha bisogno di informazioni chiare, documentate ed accessibili. La trasparenza resta il presupposto per consentire ai cittadini di conoscere i fatti e alle istituzioni di rendere conto delle decisioni assunte.
Deceduto il figlio di Giucar MarconeGravissimo incidente stradale in provincia di Brescia
Nella foto: Luigi Marcone |
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Ex parroco della Basilica Cattedrale “S. Maria Assunta” in Troia Il triste annuncio è stato diramato dalla diocesi Lucera-Troia ieri 24 marzo. Don Pio Zuppa, era nato a Pietramontecorvino nel 1955 e ordinato sacerdote nel 1980. Ha dedicato la sua ...
Aria di Troia e del Preappennino marzo 2026
È in edicola Ricordiamo che gli articoli presenti sul sito web sono differenti e/o meno approfonditi di quelli pubblicati sull'edizione cartacea, che questo mese è composta di sei pagine.
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Rosone d'Argento - 2026
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Troia in banda
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Mola di Bari: Una rotonda di libri
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Santi Patroni - Programma - Troia 2026
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Nuovo Livigstone 2026
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Aria di Troia e del Preappennino giugno 2026
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Dopo il successo di Foggia, “IL VUOTO” di JACK POLISENO fa tappa a Troia
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Troia: Manifestazione AIDO 2026
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Aria di Troia e del Preappennino maggio 2026
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Museo civico di Foggia: Inaugurazione de “IL VUOTO
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Aria di Troia e del Preappennino aprile 2026
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Trigesimo don Pio Zuppa
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Moliere: La scuola delle mogli
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Rappresentazione vivente della Passione di Cristo 2026
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Deceduto don Pio Zuppa
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Aria di Troia e del Preappennino marzo 2026
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In un gravissimo incidente stradale avvenuto sulla SP 572 Moniga-Manerba, in provincia di Brescia, è venuto a mancare all’affetto dei suoi cari Luigi Marcone, figlio dell’ex direttore e attuale editorialista di Aria di Troia, Giucar. Nell’esprimere il suo cordoglio, la redazione di aria di Troia è vicinissima all’amico Giucar Marcone e a tutti di famiglia per il grave lutto che l’ha colpita. Comunicheremo eventuali aggiornamenti. 
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